«Ho la pelle grassa» oppure «ho la pelle sensibile»: sono le due risposte più comuni, e spesso sono sbagliate. Non perché chi le dice non conosca la propria pelle, ma perché la pelle cambia con le stagioni, con lo stress, con l'età, e una diagnosi fatta anni fa può non valere più oggi.

Esistono quattro categorie di base (grassa, secca, mista, sensibile), ma la maggior parte delle persone rientra in più di una a seconda della zona del viso o del periodo dell'anno. Per questo un test fai-da-te dà solo un'idea di massima, non una risposta definitiva.
Le cinque domande qui sotto ti aiutano a orientarti. Per una risposta precisa, però, serve guardare la pelle da vicino, con luce adatta e occhio esperto: è la differenza tra intuire e sapere.
Rispondi pensando a come si comporta la tua pelle in una giornata normale, non dopo una crema appena applicata o un weekend di stress.
Se la zona T (fronte, naso, mento) lucida ma le guance restano opache, probabile pelle mista. Se lucida ovunque, tendenza grassa. Se resta opaca e a volte tira, tendenza secca.
Una pelle che tira e sembra «tesa» per diversi minuti è spesso disidratata, non necessariamente secca: sono due cose diverse, e si trattano in modo diverso.
Se capita spesso un rossore o un prurito quando provi qualcosa di nuovo, la pelle è probabilmente sensibile o reattiva, indipendentemente da quanto sebo produce.
Pori visibili non equivalgono automaticamente a pelle grassa: possono comparire anche su pelli disidratate che hanno perso tono. Ne parliamo in questo articolo sui pori dilatati.
Se dopo queste domande ti sono venute in mente due o tre risposte diverse a seconda della zona del viso, è normale: la pelle mista è la condizione più comune, non un'eccezione. Una lettura vera, con il Metodo FaceMap®, distingue zona per zona invece di darti un'unica etichetta.
Molti prodotti in commercio sono pensati per un tipo di pelle unico: «per pelli grasse», «per pelli secche». Il problema è che pochissime pelli sono uniformi su tutto il viso. Il risultato è una crema opacizzante sulla zona T e troppo aggressiva sulle guance, nella stessa persona.
C'è anche un fattore tempo: la pelle di una persona a 25 anni, in inverno, sotto stress, non è la stessa pelle a 35 anni, in estate, rilassata. Un'etichetta fissata anni fa spesso descrive una pelle che non esiste più.
Succede, ed è normale. Compila il modulo: ti ricontatta una Skin Therapist per una lettura vera della tua pelle, zona per zona.
Beauté propone trattamenti estetici non medici. Per procedure iniettive o valutazioni cliniche è necessario rivolgersi a un medico qualificato.
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Una lettura fatta bene non si ferma a «grassa» o «secca». Guarda l'idratazione strato per strato, il tono, la sensibilità, i segni lasciati dal sole o dallo stress. Sono informazioni che un test allo specchio non può dare.
È anche il motivo per cui due persone con la «stessa» pelle grassa possono avere bisogno di percorsi completamente diversi: una per un eccesso di sebo, l'altra per una disidratazione che il corpo compensa producendo più sebo.
Non partiamo mai da un'etichetta. Partiamo da quello che la pelle mostra oggi, zona per zona.
Con il Metodo FaceMap® guardiamo idratazione, sebo, tono e sensibilità in ogni area del viso.
Capiamo cosa è strutturale, come il tipo di pelle, e cosa è temporaneo, come la disidratazione.
Ti diciamo cosa serve davvero, non un'etichetta generica da ripetere a ogni acquisto.
Sì, è la condizione più comune. Si chiama pelle mista: zona T più grassa, guance più normali o secche. Un’etichetta unica raramente descrive bene un viso intero.
Sì. La produzione di sebo tende a calare con gli anni, quindi una pelle grassa a 20 anni può diventare mista o normale più avanti. Vale la pena rifare il punto ogni tanto, non fidarsi di una diagnosi vecchia.
No. La pelle secca produce poco sebo ed è una caratteristica stabile. La pelle disidratata manca di acqua, è temporanea e può capitare anche a una pelle grassa. Si affrontano in modo diverso.
Danno un’indicazione di massima, utile come punto di partenza. Non sostituiscono una lettura fatta da chi vede pelli tutti i giorni, con luce e strumenti adatti.
No, ma va fatta con i gesti giusti e senza prodotti aggressivi. Una pelle sensibile ha bisogno di più gradualità, non di essere esclusa dai trattamenti.
Una volta l’anno è una buona base, o quando cambia qualcosa: una nuova stagione, un periodo di stress, un cambio di abitudini importante.
Un'etichetta presa anni fa, o da un test online, raramente descrive la pelle che hai oggi. Il primo passo è una lettura vera, zona per zona.